Il capitolo 17 della saggezza offre una profonda riflessione sull'oscurità che è caduta sull'Egitto, illustrando come Dio usa l'oscurità per giudicare . Questo sorprendente passaggio evidenzia il terrore psicologico avvertito dagli egiziani durante la nona ferita, contrastando l'oscurità oppressiva dell'Egitto con la luce godeva di Israele. La saggezza 17 rivela che anche la coscienza dei cattivi li condanna prima del giudizio divino.
Ti invitiamo a meditare su cinque passaggi biblici che fanno luce sui temi spirituali di questo capitolo, relativi alle conseguenze del peccato e della giustizia divina.
"Allora il Signore disse a Mosè:" Estendi la tua mano al cielo e l'oscurità coprirà l'Egitto, l'oscurità che può essere sentita. Mosè estendeva la mano al cielo e per tre giorni c'erano una fitta oscurità in tutto l'Egitto. Nessuno poteva vedere nessuno, né lasciare il posto dove si trovava. Questa citazione descrive il flagello dell'oscurità in Egitto, un evento storico che trova un'interpretazione allegorica nella saggezza 17.
"Tale è il giudizio: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno adorato l'oscurità e non la luce, perché le loro opere erano cattive. Chi fa male odia la luce e non viene alla luce, temendo che i suoi atti vengano rivelati." In questo passaggio, Gesù usa la metafora della luce e l'oscurità in modo simile a quella della saggezza 17, opposto alla saggezza divina alla follia umana.
"Per, avendo conosciuto Dio, non lo glorificarono come Dio e non gli hanno ringraziato, ma i loro pensieri sono diventati vani e i loro cuori folli hanno oscurato. Saggio, sono diventati pazzi." L'apostolo Paolo descrive qui come il rifiuto della saggezza divina porta all'oscurità spirituale, un tema presente anche nella saggezza 17.
"Non temerai i terrori della notte, la freccia che vola di giorno, la peste che funziona nell'oscurità o la peste che si discosta a mezzogiorno." Questo salmo evoca una protezione divina contro i terrori notturni, facendo risuonare i temi della saggezza 17 sulla paura nell'oscurità.
"Questo è il messaggio che abbiamo ascoltato da lui e che ti abbiamo trasmesso: Dio è leggero; in Lui, non c'è oscurità. Se facciamo finta di avere comunione con lui, ma camminiamo nell'oscurità, mentiamo e non pratichiamo la verità." Giovanni evoca qui la metafora della luce e dell'oscurità, proprio come nella saggezza 17, opposta alla vita in Dio a quella che si svolge al di fuori di lui.
Questi passaggi ci ricordano l'importanza di scegliere la luce divina piuttosto che l'oscurità del peccato. Pensiamo alla nostra vita e ci impegniamo a camminare alla luce di Dio, per sfuggire alle conseguenze dell'oscurità.