SALEPH. Come mai siede solitaria la città già piena di popolo, la signora delle nazioni è come vedova: la donna di Provincie è obbligata al tributo?
LAMED. O voi tutti, che passate per questa strada, ponete mente, e vedete, se v' ha dolor simile al mio dolore; perocché il Signore, secondo ch'egli predisse, mi ha vendemmiata nel giorno dell'ira sua furibonda.
Per questo io piango, ed acque sgorgano dagli occhi miei, perchè si è ritirato da me il consolatore, che ravvivi l'anima mia. I figli miei sono periti, perchè il nimico l'ha vinta.
ALEPH. Come mai il Signore nel furor suo ha coperta di caligine la figliuola di Sion? Egli ha cacciata dal ciel sulla terra la gloria d'Israele, e non si è ricordato dello sgabello de' piedi suoi nel giorno del suo furore.
JOD. Seggono per terra, in silenzio gli anziani della figliuola di Sion: hanno cosperse le loro teste di cenere, sono vestiti di cilizi; si son gittate col capo per terra le vergini di Gerusalemme.
MEM. A qual cosa ti paragonerò, od a guai cosa ti assomiglierò, o figliuola di Gerusalemme? A chi agguaglerò per consolarti, o vergine figlia di Sion? Grande qual mare e la tua afflizione: chi appresterà a te medicina?
AIN. Il Signore ha fatto quello, che stabilì, ha adempiuta la sua parola annunziata sino da' giorni antichi: ti ha distrutta senza remissione; e ti ha renduta argomento di allegrezza pe' tuoi nemici, ed ha innalzata la possanza di color, che ti odiavano.
ALEPH. Uom son io, che conosco la mia miseria sotto la verga dell'ira di lui.
GHIMEL. Ed oltre a ciò, quand'io alzi le grida, e lo preghi, ha chiuso il varco alla mia orazione.
ZAIN. Ricorditi della miseria, miseria mia eccedente, e dell'assenzio, e del fiele.
ZAIN. Queste cose riandando in cuor mio, per questo io spererò.
HETH. Misericordia del Signore ell'è, che noi non siamo consunti: perchè non son mai venute meno le sue misericordie.
HETH. Delle nuove ne sono ogni mattina: grandemente fedele se' tu.
HETH. Mia porzione è il Signore, disse l'anima mia: per questo io lo aspetterò.
TETH. Buono è il Signore a que', che sperano in lui, all'anima, che lo cerca.
TETH. Buona cosa è l'aspettare in silenzio la salute di Dio.
TETH. Buona cosa è per l'uomo l'aver portato il giogo fin dalla sua adolescenza.
JOD. Porrà la bocca sua nella polvere (cercando) se a sorte siavi speranza.
CAPH. Perocché non per sempre rigetterà da se il Signore.
CAPH. Perocché non di sua elezione egli umilia, e rigetta i figliuoli degli uomini,
MEM. Chi è colui, che ha detto, che si facesse una cosa, senza che il Signore la comandasse?
MEM. Perchè mai uomo vivente querelavasi dell'effetto de' suoi peccati?
NUN. Disaminiamo, e facciam ricerca de' nostri andamenti, e torniamo al Signore.
NUN. Noi iniquamente ci diportammo, e ti provocammo ad ira: per questo tu se' inesorabile.
AIN. Fino a tanto che il Signore volga l'occhio dal cielo, e rimiri.
COPH. Invocai il nome tuo o Signore,dalla fossa profonda.
COPH. Tu ti appressasti nel giorno, ch'io ti invocai: dicesti: Non temere.
ALEPH. Come mai si è oscurato l'oro, il suo bel colore si è cangiato, sono disperse le pietre del santuario pegli angoli di tutte le piazze?
CAPH. Il Signore ha sfogato il suo furore, ha versata l'ira di sua indignazione, ha acceso in Sion il fuoco, che ha divorate le sue fondamenta.
LAMED. Non credevano i re della terra, e gli abitatori tutti del mondo, che il nemico, e l'avversario entrerebbe nelle porte di Gerusalemme;
RES. Il Cristo, il Signore, spirito di nostra bocca e stato preso pe' nostri peccati: cui noi abbiam detto: all'ombra tua viveremo tralle nazioni.
ORAZIONE DI GEREMIA PROFETA. Ricorditi, o Signore, di quel, che è a noi avvenuto: mira, e considera la nostra ignominia.
E caduta la corona dal nostro capo: guai a noi, che abbiamo peccato.
Per questo il cuor nostro è addolorato; per questo han perduto il lume gli occhi nostri.
Ma tu, o Signore, sarai in eterno, il tuo trono per tutte quante le generazioni.
Convertici a te, o Signore, e noi ci convertiremo, rinnovella tu i nostri giorni, come da principio.
Ma tu ci hai rigettati terribilmente: tu se' sdegnato grandemente contro di noi.
ABETH. Ella piange inconsolabilmente la notte, le sue lagrime bagnano le sue guance: non v' ha tra tutti i suoi cari chi la consoli: tutti gli amici suoi la han disprezzata, e son divenuti suoi avversari.
GHIMEL. Disperso andò Giuda, perchè straziato con molte maniere di servitù: pose sua stanza tralle nazioni, e non trovò requie: tutti i suoi persecutori lo strinsero da tutte parti.
SHE. I suoi nemici la signoreggiano; que', che la odiano, si sono arrichiti; perchè il Signore pronunziò contro di lei per le molte sue iniquità. I suoi fanciulli sono stati condotti in ischiavitù, cacciati dal persecutore.
TETH. La sua immondezza è fin ne' suoi piedi, ne ella si ricordò del suo fine. Or ella è altamente depressa, senza avere chi la consoli. Mira, o Signore, la tribolazione mia; perocché il nemico è divenuto insolente.
NUN. Venne sopra di me ad un tratto e il giogo di mie iniquità. Egli colle sue mani ne fé un fascio, e le pose sopra il mio collo. Le mie forze sono mancate. Signore mi ha consegnata a tal mano, da cui fuggir non potrò.
SADE. Giusto è il Signore, perchè io violando la sua parola lo esacerbai. Popoli tutti udite, vi prego, e ponete mente al mio dolore: le mie vergini, i miei giovani son' iti in ischiavitù.
BETH. Il Signore ha distrutto senza eccezione tutto quello, che era di bello in Giacobbe: ha smantellati nel suo furore i baluardi della vergine di Giuda, gli ha agguagliati al suolo: ha trattato come profano il regno, e i suoi principi.
TETH. Le sue porte sono confitte nella terra: egli guastò, e spezzò le sue serrature: esiliò il suo re, e i suoi principi tralle nazioni: non v' ha più legge, e i suoi profeti non hanno visione dal Signore.
LAMED. Ei dicevano alle loro madri: Dov' è il grano, ed il vino? Allorché quasi fosser feriti venivan mancando pelle piazze della città, allorché rendevan loro spiriti in seno alle madri loro.
SADE. Il loro cuore alzò le grida al Signore sulle mura della figliuola di Sion: versa dì, e notte a guisa di torrente le lagrime, non darti riposo, e quiete non abbia la pupilla dell'occhio tuo.
ALEPH. Tra le tenebre mi ha condotto, e non al chiaror della luce.
VAU. Ed io dissi: Ogni termine per me è sparito, e l'espettazione mia nel Signore.
JOD. Ei sederà solitario, e si tacerà, perch'egli il giogo ha preso sopra di se.
CAPH. Perocché se egli ci ha rigettati, avrà anche pietà secondo le molte sue misericordie.
AIN. Il mio occhio è afflitto, né si dà posa, perchè requie alcuna non è,
RES. Tu pronunziasti in favore dell'anima mia, o redentore della mia vita.
BETH. I figliuoli illustri di Sion, che eran vestiti di oro finissimo, come mai sono stimati quasi vasi di terra cotta, lavoro di uno stovigliaio?
HE. Quelli, che banchettavano tralle delizie, son periti in mezzo alle strade: quegli, che erano stati allevati nella porpora, hanno brancicato lo sterco.
AIN. Quando noi oravamo tuttora in piedi, si stancarono gli occhi nostri rivolti al vano soccorso nostro, e ad una nazione, che non poteva salvarci.
La nostra eredità è andata in mano a' forestieri; le nostre case ad estranei.
A prezzo di denaro abbiam bevuta la nostra acqua, col denaro abbiam comperate le nostre legna.
I servi nostri ci han dominati: non v'ebbe chi dalle mani loro ci riscattasse.
E estinta nel nostro cuor l'allegrezza: le nostre armonie sono cangiate in lutto.
Perchè ti scorderai tu per sempre di noi? ci abbandonerai tu per la lunghezza de' giorni?
CAPH. Tutto il suo popolo è in sospiri, e cerca di pane, tutte le cose più preziose hanno date per aver cibo da ristorarsi. Mira, o Signore, e considera com' io sono avvilita.
RES. Mira, o Signore, com' io son tribolata: le mie viscere sono scommosse, il mio cuore è sconvolto dentro di me,io son piena di amarezza. La spada uccide al di fuori, e in casa è l'immagine della morte.
CAPH. Gli occhi miei venner meno per la copia delle lagrime, le mie viscere si conturbarono, il cuor mi cadde per terra per lo scempio della figlia del popol mio, quando i fanciulli, e i bambini di latte venivan meno per le piazze della città.
COPH. Alzati, (dà laude) al Signore la notte, al cominciar delle vigilie: spandi com' acqua il cuor tuo al cospetto del Signore; alza a lui le tue mani per l'anima de' tuoi fanciulli venuti meno per la fame ad ogni angolo di tutte le strade.
ALEPH. Non ha fatt'altro, che percuotermi, e ripercuotermi tutto giorno colla sua mano.
BETH. Ha fatta invecchiar la mia pelle, e la mia carne, ha stritolate le ossa mie.
GHIMEL. Mi serrò con ripari all'intorno, perch' io non ne esca: aggravò i miei ceppi.
HE. Mi ha ripieno di amarezza, mi ha inebriato di assenzio.
VAU. Ed ha spezzati a uno a uno tutti i miei denti, mi ha cibato di cenere.
LAMED. Ma per calpestare sotto i suoi piedi tutti gli schiavi della terra,
NUN. Alziamo al cielo insiem colle mani i cuori nostri al Signore.
SAMECH. Ti ponesti davanti una nuvola, perchè non arrivasse a te l'orazione.
VAU. Ed è stata maggiore l'iniquità della figlia del popol mio, che il peccato di Sodoma, la quale fu atterrata in un punto, e mano di uomo non principiò a minarla.
JOD. Le mani delle donne compassionevoli misero a cuocere i loro figli; questi furono il loro cibo nella calamità della figlia del popol mio.
Siam divenuti pupilli privi di padre: le madri nostre son come vedove.
Svergognavano in Sion le donne, e le vergini nella città di Giuda.
Perchè desolato è il monte di Sion, le volpi per esso camminano.
PHE. Sionne stende le mani, ma non havvi chi la consoli. Il Signore ha con vocato contro Giacobbe i suoi nemici, che lo circondassero: in mezzo a questi Gerusalemme è come una donna nella sua immondezza.
ZAIN. Il Signore ha rigettato il suo altare, ha maledetto il suo santuario: ha date in potere del nemico le sue mura, e le torri. Hanno alzate le voci nella casa del Signore, come ne' dì solenni.
HE. Ne' miei reni ha confitte le frecce del suo turcasso.
LAMED. Ledere ingiustamente un uomo nel suo giudizio: ciò non sa fare il Signore.
PHE. La profezia fu per noi terrore, e laccio, e rovina.
GHIMEL. Ma le la mie stesse scuoprono le loro mammelle, allattano i loro parti: crudele la figlia del popol mio, che imita lo struzzolo del deserto.
MEM. Pe' peccati, e pelle iniquità de' suoi profeti, e de suoi sacerdoti, i quali sparsero in mezzo a lei il sangue de' giusti.
I padri nostri peccarono, e più non sono: e noi abbiam portate le loro iniquità.
DALETH. Piangono le vie di Sionne, perchè nissuno più concorre alle sue solennità: tutte le sue porte distrutte: i sacerdoti sgementi, le vergini nello squallore, ed della oppressa dall'amarezza.
HE. I Signore è diventato come nemico: ha precipitato Israele, ha precipitate tutte le sue mura, ha dissipati i suoi baluardi, e tutti ha umiliati gli uomini, e le donne della figliuola di Giuda.
VAU. E bandita Dall'anima mia la pace; non so più che sia bene.
MEM. Non verran eglino dalla bocca del Signore i beni, ed i mali?
AIN. L'occhio mio è stato nemico della mia vita, in piangendo le figlie tutte della mia patria.
HETH. La loro faccia è più nera dei carboni, e non si riconoscono pelle strade: la loro pelle è attaccata alle ossa, e in aridita, e fatta simile al legno.
SADE. I nostri piedi trovavano inciampo nell'andar pelle nostre piazze, il nostro fine si appressò, i nostri giorni si son compiuti, perchè è venuto il nostro termine.
Mancano alle porte i seniori, i giovani al coro de' suonatori.
VAU. Perde la figlia di Sion tutta la sua beltà: i suoi principi son diventati come arieti, che non trovan pastura: e sono andati privi di forze innanzi a chi stava loro alle spalle.
SAMECH. Batteron palma a palma sopra di te tutti quei, che passavano per la strada, facean fischiate, e scuotevano il capo verso la figliuola di Gerusalemme, dicendo: E' ella questa la città di perfetta bellezza, il gaudio di tutta quanta la terra?
ZAIN. Queste cose ho di continuo alla memoria, e si strugge l'anima mia dentro di me.
PHE. Rivi di acque spargono gli occhi miei sopra l'afflizione della figliuola del popol mio.
TETH. Migliore fu la condizione di que', che furon uccisi di spada, che di quelli, che moriron di fame: perocché questi si strussero consunti per la sterilità della terra.
La nostra pelle è arsa come un forno per l'atrocità della fame.
HETH. Peccato grande fu il peccato di Gerusalemme, per questo ella non ha avuto stabilità. Tutti que', che le davano lode, la han disprezzata, perchè han vedute le sue brutture: ella perciò so spirando ha rivolta indietro la faccia.
RES. Mira, o Signore, e considera chi tu abbi desolata in tal guisa. E sarà dunque vero, che mangin le donne i propri parti, i bambini della grandezza della palma della mano: E sarà egli ucciso nel santuario del Signore il sacerdote, e il profeta?
ZAIN. Queste cose riandando in cuor mio, per questo io spererò.
SAMECH. Tu ti cuopristi col tuo furore, e ci percuotesti: tu uccidesti, e non perdonasti.
SAMECH. Ritiratevi impuri che siete, dicevan gridando agli altri, ritiratevi, andate via, non ci toccate: perocché hanno fatta rissa, e sdegnati disser tralle nazioni: Ei non abiterà più tra di loro.
I principi sono stati appiccati per la mano, non hanno avuto rispetto alle facce de' vecchi.
SAMECH. Il Signore mi ha rapito dal seno tutti i miei principi. Ha chiamato contro di me il tempo, in cui distruggere tutti i miei campioni. Il Signore ha pigiate le uve per la vergine figlia di AIN.
JOD. Porgerà la guancia a chi lo percuote: sarà satollato d'ignominie.
PHE. La faccia (irata) del Signore gli ha dispersi: ei non volgerà più ad esse il suo sguardo: non hanno avuto rispetto alla faccia de' sacerdoti, né hanno avuto compassione pe' seniori.
Hanno disonorati i giovanetti, e i fanciulli son venuti meno sotto il bastone.
THAU. Tu hai chiamata come ad una gran festa questa nazione, che da ogni banda mi spaventasse, e nel giorno del tuo furore nissuno fu, che scappar potesse, e restar salvo: quegli, che io alle vai, e nutrii, li consumò il nemico.
LAMED. Pesare con non giusta bilancia la causa d'un uomo nel suo cospetto.
COPH. I nemici nostri furono più veloci, che le aquile del cielo, ci hanno per seguitati pelle montagne, ci hanno tese insidie nel deserto.